Guida Completa: Tutto sul Contratto CoCoCo


Se sei un lavoratore autonomo o un collaboratore coordinato e continuativo, capire quanto guadagni davvero con il contratto cococo può sembrare impossibile. Tra contributi cococo, tassazione cococo, ferie, malattia e contratto cococo stipendio, ci sono tante variabili. In questa guida scoprirai tutto: dal contratto di collaborazione coordinata e continuativa, al calcolo stipendio netto cococo, fino ai contratto cococo svantaggi e ai diritti del collaboratore. Che tu sia un lavoratore parasubordinato, un libero professionista o voglia capire il co.co.co significato, qui trovi spiegazioni semplici e dirette.
Cos'è il Contratto CoCoCo?
Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa (Co.Co.Co) è un tipo di lavoro a metà strada: non sei un lavoratore dipendente, ma neanche completamente autonomo. Lavori per un committente che ti coordina, ma tu decidi come e quando svolgere il lavoro.
Introdotto con la Legge Biagi n. 30 del 2003 e aggiornato più volte (tra cui decreto legislativo n. 276/03, n. 81/2015 e n. 81/2017), il Co.Co.Co viene usato sia nel settore pubblico che nel settore privato quando serve qualcuno flessibile, ma integrato nel ciclo produttivo..


Che tipo di contratto è il Co.Co.Co?
Il Co.Co.Co è disciplinato dall’art. 409 n. 3 c.p.c. e si distingue per quattro caratteristiche chiave:
- Autonomia – Scegli tu come lavorare
- Coordinamento – Il committente ti dà delle linee guida
- Continuità – Lavori in modo regolare, non una tantum
- Carattere personale – Sei tu che fai il lavoro, non puoi delegarlo completamente
A differenza del lavoro subordinato, qui non c’è un datore di lavoro che ti dice cosa fare minuto per minuto. Ma non è neanche lavoro autonomo puro, perché sei coordinato con l’organizzazione aziendale.
Quanto dura il contratto Co.Co.Co?
La durata del contratto Co.Co.Co dipende dal progetto o dall’attività per cui vieni assunto. Non c’è un limite minimo o massimo fisso.
Il contratto finisce quando:
- Completi il lavoro concordato
- Scade la data indicata nel contratto
- Una delle due parti decide di interrompere (rispettando le condizioni)
Se il committente ha bisogno di te per un nuovo progetto, può rinnovare il contratto, ma deve specificare obiettivi chiari e nuove attività.
Differenze tra Co.Co.Co e lavoro subordinato
Ecco dove si differenziano davvero:
| Aspetto | Co.Co.Co | Lavoro Subordinato | Note |
|---|---|---|---|
| Orario | Flessibile, decidi tu | Orario di lavoro fisso | Maggiore libertà nel Co.Co.Co |
| Autonomia | Alta | Bassa, segui le direttive | Dipende dal grado di subordinazione |
| Ferie pagate | No | Sì | Nel Co.Co.Co non sono previste |
| Malattia retribuita | Limitata (tramite INPS) | Sì, coperta dall'azienda | Copertura diversa |
| Contributi INPS | Gestione Separata | Gestione dipendenti | Aliquote e tutele diverse |
| Subordinazione | No | Sì, hai un capo diretto | Elemento chiave di distinzione |
Nel lavoro subordinato, il datore di lavoro ha controllo diretto su quando e come lavori. Nel Co.Co.Co, sei coordinato ma non controllato.


Come è strutturato il Contratto Co.Co.Co in Italia?
In Italia, il contratto Co.Co.Co deve essere obbligatoriamente scritto (dopo la L.99/2013 di conversione del D.L. 76/2013). Senza un contratto scritto, rischi che venga considerato lavoro subordinato.
Il contratto deve includere:
- Nome del collaboratore e del committente
- Descrizione del progetto specifico o dell’attività
- Durata prevista e eventuali proroghe
- Compenso lordo concordato e modalità di pagamento
- Contributi INPS e tasse
Se l’oggetto del contratto è un’attività scientifica che richiede ampliamento di contenuti o tempo, il progetto si può prorogare automaticamente.
Contratto Co.Co.Co: Diritti, Doveri e Retribuzione Minima
Anche se non sei un dipendente, dal 2015 il contratto Co.Co.Co ha alcune tutele simili al lavoro subordinato. Non tutte, ma alcune importanti.
Contratto Co.Co.Co: stipendio
Lo stipendio mensile nel Co.Co.Co funziona in modo diverso dal lavoro dipendente. Ricevi un compenso concordato, ma:
- Non hai un orario fisso da rispettare
- Il pagamento è legato al completamento delle attività
- Il committente non può controllare quando lavori
Esempio pratico: Se hai un compenso di 2.000€ al mese, li ricevi anche se completi il lavoro in 10 giorni invece che 30. Il contrario è anche vero: se ci metti più tempo, il compenso resta lo stesso (salvo accordi diversi).
Se il committente inizia a chiederti di essere presente in sede per un numero fisso di ore o giorni, allora il contratto non è più Co.Co.Co ma diventa subordinato e questo può creare problemi legali.


Contratto Co.Co.Co: ferie, malattia e permessi
Qui arriva la parte meno bella: non hai diritto a ferie e permessi retribuiti.
A differenza di un lavoratore dipendente che accumula giorni di ferie, nel Co.Co.Co se non lavori, non guadagni. Sei pagato per il risultato, non per il tempo.
Però c’è una tutela: se ti ammali, puoi richiedere l’indennità di malattia tramite l’INPS.
Indennità di malattia
Per avere diritto all’indennità di malattia devi:
- Essere iscritto alla Gestione Separata INPS da almeno 3 mesi
- Aver versato un contributo dello 0,72% della retribuzione imponibile
- Nell’anno precedente, aver guadagnato un reddito assoggettato a contributi non superiore al 70% del massimale contributivo annuo (102.543€)
- Avere il contratto Co.Co.Co ancora attivo al momento della malattia
L’indennità copre anche maternità e assegni familiari, ma solo se rispetti questi requisiti.


Contratto Co.Co.Co: retribuzione minima
Dal 2015, la retribuzione minima del contratto Co.Co.Co non può essere inferiore al compenso previsto dal Contratto Collettivo Nazionale (CCNL) di riferimento.
Questo significa che se lavori nel settore del commercio, il tuo compenso deve rispettare i minimi del CCNL Commercio.
Non esiste una cifra fissa uguale per tutti, ma dipende:
- Dal settore in cui lavori
- Dalle tue competenze
- Dal CCNL applicato
DIS-COLL: indennità di disoccupazione
Se perdi il lavoro, hai diritto alla DIS-COLL, l’indennità di disoccupazione per i lavoratori Co.Co.Co.
Requisiti:
- Almeno 1 mese di contributi versati negli ultimi 12 mesi
- Essere in stato di disoccupazione (non hai altri contratti attivi)
Durata: Dipende dai mesi di contribuzione accreditati tra il 1° gennaio dell’anno precedente e la data di cessazione del contratto. Massimo 12 mesi.
Importo: Calcolato sul reddito medio degli ultimi 4 anni, con un tetto massimo mensile.
TFR e altri benefici per i dipendenti
Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) nel Co.Co.Co non è automatico come nel lavoro subordinato.
Hai diritto al TFR se:
- La tua prestazione è stata esclusivamente personale
- La prestazione è stata continuativa
- Il committente ha organizzato anche i tempi e il luogo di lavoro
In pratica, se il tuo Co.Co.Co assomiglia molto a un lavoro dipendente (ma sulla carta è Co.Co.Co), puoi richiedere il TFR.
Altri benefici come bonus, straordinari e rimborsi spese dipendono da cosa è scritto nel contratto. Non sono obbligatori per legge.
Contratto Co.Co.Co: contributi pensionistici (Contributi INPS e TFR)
I lavoratori Co.Co.Co devono essere iscritti alla Gestione Separata INPS.
I contributi pensionistici sono divisi così:
- 2/3 a carico del committente (circa 22,15%)
- 1/3 a carico del collaboratore (circa 11,08%)
Totale: 35,03% nel 2026 (aliquota aggiornata annualmente).
Importante: Il committente versa anche la quota a carico del lavoratore, trattenendola direttamente dalla busta paga.
Esempio:
- Compenso lordo mensile: 2.000€
- Esempio con 2.000€ mensili: Contributi lavoratore ~233,60€ → netto prima tasse ~1.766,40€
Poi si applicano IRPEF, addizionali regionali e comunali.


Calcolo dello Stipendio Netto per Co.Co.Co
Qui diventa complicato. Calcolare quanto porti a casa davvero richiede di capire contributi INPS, IRPEF, detrazioni e addizionali. Se vuoi un calcolo preciso e veloce, usa il nostro calcolatore di stipendio netto.
Calcolo dello stipendio netto Co.Co.Co – Concetti chiave
Per calcolare lo stipendio netto Co.Co.Co servono questi passaggi:
- Retribuzione Annua Lorda (RAL) – Quanto ti paga il committente all’anno
- Contributi INPS – Togli circa il 11% (quota a tuo carico)
- Imponibile fiscale – La base su cui si calcolano le tasse
- IRPEF – Imposta sul reddito (varia dal 23% al 43%)
- Addizionali regionali e comunali – Piccole tasse locali
- Detrazioni fiscali – Riduzioni se hai figli o familiari a carico
- Stipendio netto – Quello che ricevi sul conto
Formula semplificata:
Netto = RAL – Contributi INPS – IRPEF – Addizionali + Detrazioni
Contributi INPS – Impatto sullo stipendio netto Co.Co.Co
I contributi INPS sono la prima voce che riduce il tuo compenso lordo nel contratto Co.Co.Co.Nel 2026, l’aliquota per la Gestione Separata è del 35,03%: 11,68% a tuo carico … e 23,35% a carico del committente.. Questi contributi servono a garantire pensione, disoccupazione tramite DIS-COLL e malattia o maternità se rispetti i requisiti.
Esempio pratico:
Se il tuo RAL è 30.000€, i contributi INPS a tuo carico sono 3.504€, quindi l’imponibile fiscale diventa 26.496€ .. Su questo imponibile si calcola poi l’IRPEF e le addizionali regionali e comunali.
Importo imponibile: come calcolare il lordo
L’imponibile fiscale è la cifra su cui si calcolano le tasse, e non coincide con il compenso lordo perché prima devi sottrarre i contributi INPS a tuo carico (11,08%).
Passaggi pratici:
- Parti dal compenso lordo annuale
- Sottrai i contributi INPS a tuo carico
- Ottieni l’imponibile fiscale
Esempio:
Compenso lordo: 25.000€
Contributi INPS: 25.000€ × 11,08% = 2.770€
Imponibile fiscale: 22.230€
Su questa cifra si calcola poi l’IRPEF, insieme ad addizionali regionali e comunali se applicabili.
Come determinare la retribuzione lorda nel Contratto Co.Co.Co
La retribuzione lorda nel Contratto Co.Co.Co include tutto ciò che il committente ti paga:
- Compenso base mensile
- Eventuali bonus concordati
- Rimborsi spese (se previsti)
- Provvigioni (se il contratto le prevede)
A differenza del lavoro subordinato, dove lo stipendio è fisso, nel Co.Co.Co il compenso può cambiare in base:
- Alle prestazioni effettive
- Agli obiettivi raggiunti
- Ai progetti completati
Esempio pratico:
Compenso base: 1.800€/mese
Bonus trimestrale: 600€
Retribuzione lorda mensile media: (1.800€ × 3 + 600€) ÷ 3 = 2.000€
Questa cifra rappresenta il compenso lordo su cui poi si calcolano contributi INPS e tasse.
Contributi Previdenziali e Altre Ritenute
Oltre ai contributi INPS, ci sono altre trattenute che riducono lo stipendio netto.
Contributi previdenziali: come funzionano
I contributi previdenziali servono a finanziare la tua pensione futura e altre tutele sociali. Nel contratto Co.Co.Co, il meccanismo funziona così:
- Il committente versa tutti i contributi all’INPS, comprensivi sia della sua quota che della tua
- La tua quota è trattenuta direttamente dalla busta paga cococo
- Il versamento avviene tramite modello F24, entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento
Chi versa cosa:
- Committente: Paga tutto all’INPS
- Collaboratore: Non paga direttamente, ma la sua quota viene trattenuta dalla retribuzione lorda
Questo sistema garantisce che i tuoi contributi Co.Co.Co siano sempre regolari, coprendo pensione, malattia e disoccupazione (DIS-COLL).
Aliquote contributive INPS nel 2026 per Co.Co.Co
Nel 2026, le aliquote INPS per la Gestione Separata sono:
| Categoria | Aliquota Totale | A carico committente | A carico collaboratore |
|---|---|---|---|
| Co.Co.Co standard | 35,03% | 23,35% | 11,68% |
| Co.Co.Co con altra pensione | 24% | 16% | 8% |
Se sei già pensionato o hai un’altra forma previdenziale, l’aliquota è più bassa.
Gestione Separata INPS per collaboratori Co.Co.Co
La Gestione Separata INPS è una cassa mutua speciale per lavoratori parasubordinati, liberi professionisti e collaboratori occasionali, inclusi chi lavora con un contratto Co.Co.Co.
A cosa serve:
- Finanziare la tua pensione
- Coprire malattia, maternità e disoccupazione (DIS-COLL)
- Garantire assegni familiari
Come iscriversi:
- L’iscrizione è automatica quando attivi il primo contratto Co.Co.Co
- Il committente comunica i tuoi dati all’INPS
- Ricevi un codice identificativo per controllare i contributi versati
- Puoi verificare la tua posizione direttamente sul sito INPS usando SPID
Con questo sistema, tutti i tuoi contributi Co.Co.Co sono tracciati e sicuri.
Contributi Co.Co.Co e INAIL – effetti sul reddito netto
Oltre ai contributi INPS, chi lavora con un contratto Co.Co.Co è coperto anche dall’INAIL, l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.
Chi paga:
- Il committente versa tutti i contributi INAIL
- Il costo è a carico dell’azienda, non del collaboratore
Effetti sul reddito:
- L’INAIL non riduce direttamente il tuo stipendio netto
- Il committente può comunque considerare questo costo quando stabilisce il compenso lordo
In pratica, sei protetto senza perdere soldi direttamente dal tuo stipendio.
Aliquote IRPEF per il calcolo dello stipendio netto Co.Co.Co
L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è una tassa progressiva: più guadagni, più paghi (in percentuale).
| Reddito imponibile | Aliquota | Imposta da pagare | Note |
|---|---|---|---|
| Fino a 28.000 € | 23% | 23% del reddito | Primo scaglione |
| Da 28.001 € a 50.000 € | 33% | 6.440 € + 33% sulla parte eccedente 28.000 € | Secondo scaglione |
| Oltre 50.000 € | 43% | 14.140 € + 43% sulla parte eccedente 50.000 € | Terzo scaglione |
Esempio con 30.000€ di imponibile:
- Primi 28.000€ al 23%: 6.440€
- Restanti 2.000€ al 33%: 660€
- IRPEF totale: 7.100€
IRPEF e altri imposti sui redditi Co.Co.Co
L’IRPEF viene trattenuta ogni mese direttamente dalla busta paga come “ritenuta d’acconto”.
Il committente calcola:
- Quanto guadagnerai probabilmente in un anno
- Applica l’IRPEF mensile corrispondente
- Trattiene la cifra dal tuo compenso
A fine anno, quando fai la dichiarazione dei redditi, controlli:
- Hai pagato troppo → ricevi un rimborso
- Hai pagato troppo poco → devi versare la differenza
Così, anche con un contratto Co.Co.Co, non devi preoccuparti di calcolare le tasse da solo ogni mese.
Addizionali regionali e comunali: tasse locali
Oltre all’IRPEF nazionale, paghi anche piccole tasse locali:
- Addizionale regionale – Varia da regione a regione (0,9% – 3,33%)
- Addizionale comunale – Decisa dal tuo comune (0% – 0,9%)
Esempio:
- Imponibile: 26.000€
- Addizionale regionale Lombardia: 1,73% = 449,80€
- Addizionale comunale Milano: 0,8% = 208€
- Totale addizionali: 657,80€
Queste addizionali si sommano all’IRPEF e riducono ulteriormente il tuo stipendio netto. Così sai esattamente quanto arriverà in tasca ogni mese
Detrazioni fiscali e stipendio netto per dipendenti Co.Co.Co
Le detrazioni fiscali riducono l’IRPEF che devi pagare. Non sono rimborsi, ma sconti sulle tasse.
Principali detrazioni:
- Detrazione per reddito da lavoro – Automatica, varia in base al reddito
- Detrazioni per familiari a carico – Se mantieni figli, coniuge, genitori
- Detrazioni per spese – Mediche, ristrutturazioni, mutuo, ecc.
Per i Co.Co.Co si applicano le stesse detrazioni dei lavoratori dipendenti
Come applicare le detrazioni per i familiari a carico
Se hai figli o altri familiari a carico, puoi ridurre le tasse significativamente.
| Situazione | Detrazione annua | Note | Riferimento |
|---|---|---|---|
| Figlio sotto 3 anni | 1.220 € | Detrazione base maggiorata | Per ciascun figlio |
| Figlio sopra 3 anni | 950 € | Detrazione standard | Per ciascun figlio |
| Figlio con disabilità | +400 € | Bonus aggiuntivo | Cumulabile |
| 4 o più figli | +1.200 € | Bonus famiglia numerosa | Una tantum annua |
Esempio:
- Hai 1 figlio di 5 anni
- IRPEF calcolata: 5.000€
- Detrazione figlio: 950€
- IRPEF da pagare: 4.050€
Per applicare queste detrazioni, devi comunicarlo al committente che le applicherà direttamente in busta paga.


Esempi di Calcolo: dal RAL al Netto Co.Co.Co
Ora mettiamo tutto insieme con esempi pratici per capire davvero quanto guadagni con un contratto Co.Co.Co.
Esempio pratico: calcolo dello stipendio netto per 30.000€ lordi
Vediamo quanto porta a casa davvero un collaboratore Co.Co.Co con 30.000€ lordi annui.
Dati di partenza:
- RAL: 30.000€
- Regione: Lombardia
- Comune: Milano
- Nessun figlio a carico
| Voce | Importo | Calcolo | Note |
|---|---|---|---|
| Retribuzione lorda annua | 30.000 € | – | Base di partenza |
| Contributi INPS (11,68%) | -3.504 € | 30.000 × 11,68% | A carico collaboratore |
| Imponibile fiscale | 26.496 € | 30.000 − 3.504 | Base IRPEF |
| IRPEF | -6.094 € | 23% sulla prima tranche, 33% sulla parte eccedente | Calcolo progressivo |
| Addizionale regionale Lombardia (1,73%) | -458 € | 26.496 × 1,73% | Variabile per regione |
| Addizionale comunale Milano (0,8%) | -212 € | 26.496 × 0,8% | Variabile per comune |
| Stipendio netto annuo | 19.732 € | – | Dopo tutte le imposte |
| Stipendio netto mensile | 1.644 € | 19.732 ÷ 12 | 12 mensilità |
Riepilogo:
- Da 30.000€ lordi → 19.865€ netti all’anno
- Circa 1.655€ al mese
- Trattenute totali: 10.134€ (33,8% del lordo)
Se avessi un figlio a carico, recupereresti circa 950€ in detrazioni, portando il netto a 20.815€/anno.
Fattori che Influenzano il Calcolo dello Stipendio Netto
Il calcolo non è uguale per tutti. Questi fattori cambiano il risultato finale:
- Regione di residenza – Addizionali regionali diverse
- Comune di residenza – Addizionali comunali diverse
- Familiari a carico – Detrazioni fiscali aggiuntive
- Altre forme di reddito – Se hai partita IVA o altri contratti
- Durata del contratto – Contratti brevi possono avere calcoli diversi
- Spese detraibili – Spese mediche, mutuo, ecc.
Per un calcolo preciso personalizzato, usa il nostro calcolatore online.
Rischi di qualificazione del contratto
Questo è il rischio più grande per chi lavora con contratto Co.Co.Co: se l’INPS o l’Ispettorato del Lavoro decidono che il tuo contratto Co.Co.Co è in realtà un lavoro subordinato mascherato, succede un casino.
Quando rischi la riqualificazione:
- Il committente ti impone orari fissi
- Devi essere presente in sede tutti i giorni
- Non hai autonomia nelle modalità di lavoro
- Il committente ti controlla come un dipendente
- Il contratto dura anni senza nuovi progetti specifici
Conseguenze:
- Il committente deve pagare contributi arretrati come se fossi dipendente
- Multe e sanzioni pesanti
- Tu potresti dover restituire parte della DIS-COLL (se l’hai ricevuta)
Come evitare sanzioni per l'uso improprio del Contratto Co.Co.Co
Per evitare problemi, segui queste regole d’oro:
- ✅ Mantieni l’autonomia – Decidi tu quando e dove lavorare
- ✅ Contratto scritto chiaro – Specifica il progetto e gli obiettivi
- ✅ Evita orari fissi – Non farti imporre la presenza in sede
- ✅ Rinnovi solo per nuovi progetti – Non fare contratti infiniti
- ✅ Usa strumenti tuoi – Quando possibile, lavora con i tuoi mezzi
- ✅ Coordinamento ≠ Controllo – Il committente ti coordina, non ti comanda
Contributi Co.co.pro vs Contratto Co.Co.Co
Le collaborazioni a progetto (Co.co.pro) furono introdotte dalla Legge Biagi n. 30 del 2003 e dal decreto legislativo n. 276/03 come alternativa più definita ai contratti Co.Co.Co.
La differenza principale tra i due tipi di contratto è chiara:
- Co.co.pro: richiede un progetto specifico con obiettivi, durata e risultati ben definiti. Il contratto termina quando il progetto finisce.
- Co.Co.Co: più flessibile e continuo, basato sulla collaborazione regolare senza un progetto singolo obbligatorio.
Oggi i Co.co.pro sono quasi scomparsi: la maggior parte delle aziende utilizza contratti Co.Co.Co o lavoro subordinato, a seconda della necessità di coordinamento e continuità. Questa scelta riflette come il mercato del lavoro italiano si sia evoluto verso contratti più flessibili, che consentono alle aziende di gestire meglio le risorse senza perdere la copertura legale sui contributi INPS e sulle tutele dei collaboratori.
Come funziona il pagamento dei contributi per lavoratori Co.co.pro e Co.Co.Co?
Per entrambi i contratti, Co.co.pro e Co.Co.Co, i contributi previdenziali funzionano allo stesso modo:
- 2/3 a carico del committente (circa 22,15% nel 2026)
- 1/3 a carico del lavoratore (circa 11,08% nel 2026)
- Il committente paga tutto e trattiene la quota del lavoratore direttamente dalla busta paga
Non ci sono differenze sostanziali nei contributi tra Co.co.pro e contratti Co.Co.Co, quindi dal punto di vista previdenziale il collaboratore è tutelato allo stesso modo. L’unica differenza resta la natura del lavoro: il Co.co.pro ha un progetto definito, mentre il Co.Co.Co può essere più continuativo e flessibile.
Contributi Co.co.pro: dove devono essere versati?
Sia i contributi di Co.co.pro che di Co.Co.Co vengono versati alla Gestione Separata INPS.
Il versamento avviene tramite modello F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento del compenso.
Esempio pratico:
- Compenso pagato a gennaio → contributi versati entro il 16 febbraio
- Compenso pagato a giugno → contributi versati entro il 16 luglio
In questo modo, sia i lavoratori di Co.co.pro sia quelli di Co.Co.Co sono regolarmente coperti dalle tutele previdenziali, senza dover gestire direttamente i versamenti.
Chi paga i contributi Co.Co.Co (e quanto è tassato il contratto)?
Il committente paga tutti i contributi, ma in pratica funziona così:
- La sua quota (22,15%) è un costo aziendale.
- La tua quota (11,08%) viene trattenuta direttamente dalla busta paga.
Quindi, anche se non versi tu direttamente, una parte del tuo stipendio va ai contributi INPS.
La tassazione totale sul lordo comprende:
- Contributi INPS: 11,08%
- IRPEF: 23%-43% (a seconda del reddito)
- Addizionali regionali e comunali: 1%-2%
In totale, le trattenute sul compenso lordo possono arrivare a circa 35%-55%, riducendo significativamente il netto che ricevi.
Conclusione
Il contratto Co.Co.Co offre grande flessibilità rispetto al lavoro subordinato, ma comporta meno tutele come ferie pagate o permessi. Capire come funziona il calcolo dello stipendio netto è essenziale: i contributi INPS sono divisi tra 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del collaboratore, mentre l’IRPEF varia dal 23% al 43% in base al reddito imponibile. Le detrazioni per familiari a carico possono ridurre le tasse e mantenere più netto in busta paga. È importante che il contratto rispetti la tua autonomia, altrimenti rischi una riqualificazione in lavoro subordinato. Se vuoi avere chiara la tua retribuzione e pianificare le tue finanze, utilizzare un calcolatore di stipendio netto Co.Co.Co è il modo più semplice, preciso e veloce per sapere esattamente quanto porterai a casa.
FAQ
Come si calcola lo stipendio netto Co.Co.Co?
Si parte dal compenso lordo, si sottraggono i contributi INPS (11,08%), si calcola l’IRPEF sull’imponibile risultante, si sottraggono le addizionali regionali e comunali, e si aggiungono eventuali detrazioni fiscali. Il risultato è il netto che ricevi.
Quali contributi INPS si applicano al Co.Co.Co?
I collaboratori Co.Co.Co versano contributi alla Gestione Separata INPS con aliquota del 33,23% nel 2026 (11,08% a carico del lavoratore, 22,15% a carico del committente). Questi contributi coprono pensione, disoccupazione, malattia e maternità.
Come si calcola l'IRPEF per il Co.Co.Co?
L’IRPEF si calcola sull’imponibile fiscale (lordo meno contributi INPS) applicando le aliquote progressive: 23% fino a 28.000€, 35% da 28.001€ a 50.000€, e 43% oltre 50.000€. Si sottraggono poi eventuali detrazioni fiscali.
Cosa influenza il calcolo dello stipendio netto Co.Co.Co?
Influenzano il calcolo: il compenso lordo annuale, i contributi INPS (11,08%), le aliquote IRPEF in base al reddito, le addizionali regionali e comunali (variano per zona), le detrazioni per familiari a carico, e altre spese detraibili dichiarate.
Posso applicare detrazioni fiscali per i familiari a carico?
Sì, i collaboratori Co.Co.Co possono applicare le stesse detrazioni dei dipendenti. Per figli a carico: 1.220€ per figli sotto 3 anni, 950€ per figli sopra 3 anni, con bonus aggiuntivi per disabilità o famiglie numerose. Devi comunicarlo al committente.
Qual è la differenza tra Co.Co.Co e lavoro subordinato?
Il Co.Co.Co ha autonomia nelle modalità e orari di lavoro, nessuna subordinazione gerarchica, contributi tramite Gestione Separata INPS, e niente ferie retribuite. Il lavoro subordinato prevede orari fissi, controllo diretto del datore, maggiori tutele (ferie, malattia piena), e contributi standard.
Come si calcolano le tasse regionali e locali per il Co.Co.Co?
Le addizionali regionali variano dallo 0,9% al 3,33% dell’imponibile fiscale a seconda della regione. Le addizionali comunali variano dallo 0% allo 0,9% in base al comune di residenza. Si calcolano sull’imponibile dopo i contributi INPS e si sommano all’IRPEF.
Come calcolare lo stipendio netto per 30.000€ lordi?
Con 30.000€ lordi: togli contributi INPS 3.324€, ottieni imponibile 26.676€. Applica IRPEF 23% (6.135€), addizionali circa 675€. Risultato netto: circa 19.865€ annui, pari a 1.655€ mensili. Con detrazioni per figli puoi recuperare 900-1.200€.
